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21.12.2021

Istituzionale

Terzo Settore

Terzo settore, sport, scuola… L’intervento di Barbaro in Senato – VIDEO

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato, stanotte, un emendamento a firma PD che rinvia di due anni l'entrata in vigore del regime Iva per il mondo non profit: “Problema differito e non risolto. Aggravando la situazione del comparto poiché tante associazioni, che dovevano capire se modificare il proprio statuto, con questa spada di Damocle, non vorranno più trasformarsi in associazioni di promozione sociale. Un colpo basso al Terzo Settore”, così tuona nel suo intervento, oggi in Senato, il nostro Presidente Claudio Barbaro. 

Come è noto, la norma in questione, stabilisce per le associazioni – come sottolinea il Forum del Terzo Settore – “il passaggio dall’esclusione” dei corrispettivi specifici dal campo di applicazione dell’IVA al regime di “esenzione” dall’iva per i servizi prestati e i beni ceduti dagli enti nei confronti dei propri soci. Ciò comporta che le associazioni e i soci dovranno fare fronte a una serie di adempimenti come l’apertura della partita IVA, anche per quella attività non configurabili come commerciali, fatturazione e registrazione delle operazioni.
La modifica comporta una serie di oneri e problematiche per il mondo del non profit:

  1. Gli enti dovranno aprire una partita iva.
  2. Saranno assoggettati a obblighi e adempimenti per gli operatori commerciali con ricadute notevoli e preoccupanti soprattutto per le piccole organizzazioni che non sono preparate né strutturate ad affrontare costi e oneri del nuovo assetto.
Inoltre, l’aspetto sicuramente più critico è che l’esenzione spetta a condizione che non produca una lesione al principio della concorrenza per servizi e operazioni analoghe effettuate da imprese commerciali soggette all'IVA: si tratta di un concetto non ben definito dalla normativa europea ma interpretato dalla giurisprudenza e quindi di difficile e rischiosa applicazione concreta. 
Altri punti problematici:
  • L’esenzione iva sulla somministrazione da parte delle aps è prevista solo se a favore di soggetti indigenti; non si considera invece che il bar interno è fonte di autofinanziamento per le attività culturali, sociali e sportive
  • Sulle prestazioni sportive, l’esenzione è prevista per le sole associazioni e quindi rischierebbero di rimanere fuori le s.s.d. anche se l’art.90 l.289/02 consente di applicare le norme tributarie delle asd; questo passaggio non rispetta la direttiva europea che si riferisce a organismi senza fini di lucro e quindi include senza dubbio le ssd in quanto non distribuiscono utili. 
 
Con l.17 dicembre 2021 n. 215 di conversione in legge del D.L. n. 146/21 (decreto fiscale) pubblicata in GU 20 dicembre 20921 e quindi in vigore da 21 dicembre 2021 è stato introdotto art5 comma 15 quater che prevede  per gli enti associativi il passaggio dall’attuale regime iva di esclusione per le quote e corrispettivi specifici  istituzionali (art.4 dpr 633/72) a quello di esenzione (art.10 dpr 633/72).
 
 

Scuola e sport sempre più distanti
Barbaro, nel suo intervento e in un comunicato stampa, ha affrontato anche un altro aspetto ritenuto nodale: l’attività motoria nella scuola. 
La prima versione dell'articolo 109 del Disegno di Legge di Bilancio approvato da Palazzo Chigi prevedeva una riforma per la quale sarebbe stato finanziato lo sport nelle primarie. Centosessanta milioni la copertura che, prima di arrivare a Palazzo Madama, è stata corretta dai Ministri dell’Istruzione e dell’Economia. Anno scolastico 2022-23, l’entrata in vigore del progetto ma solo per le quinte classi e l’anno successivo per le quarte e solo nei limiti delle attuali risorse finanziarie.
“Tutto questo è inaccettabile. Non ci riconosciamo in uno Stato che non investe nella cultura dello sport, nell’educazione al movimento e al benessere fisico sin dai primi anni della vita di un giovane. Dopo un passo in avanti nella direzione giusta assistiamo puntualmente a due indietro. E a pagare dazio, quando si tratta di tagliare fondi, è sempre lo Sport”, ha spiegato Barbaro. 
 
Ignorate le istanze del mondo sportivo
Giudizio pesante anche per le richieste rimaste inascoltate sullo sport, “grande assente in questa Finanziaria”: “abbiamo chiesto l’inserimento di un Bonus Wellness, intervento per il pagamento delle utenze, il differimento per il pagamento dei mutui e dei leasing. Un comparto lasciato a sé stesso dopo l’emergenza pandemica. Lo sport in Finanziaria è clamorosamente assente”.
 
 
 

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